Cos’è un centro antiviolenza?
Chi opera al suo interno?
Con quali risorse?
È partito da queste domande, dopo essere rimasto profondamente colpito dallo speciale di Riccardo Iacona “Strage di donne”, Luca Martini, autore del libro “Altre stelle. Un viaggio nei centri antiviolenza”, che è stato presentato venerdì scorso, nella Sala delle Lunette del Museo di Casale Monferrato, su iniziativa dell’associazione casalese L’Albero di Valentina.
L’autore ha compiuto un viaggio da nord a sud dell’Italia, dentro a sei centri antiviolenza della rete D.i.Re, la rete nazionale dei centri antiviolenza, dando voce alle donne che operano spesso silenziosamente all’interno di questi centri. Realtà in generale riconosciute per la loro utilità nel territorio di appartenenza, ma che purtroppo non godono di un reale riconoscimento giuridico ed economico a livello statale.
Nella maggior parte dei casi sono i centri stessi a farsi carico delle spese di affitto e utenze, le risorse economiche si cercano attraverso bandi pubblici e privati, alle operatrici vengono riconosciuti dei rimborsi spesa, ma molto del loro lavoro resta volontario per mancanza di fondi, a fronte di un impegno che richiede presenza continua e professionalità.
Guidat
o dalle domande della Dott. Elena Rossi, giornalista e responsabile dell’Ufficio Stampa del Centro Antiviolenza me.dea di Alessandria, Martini ha raccontato di come lui, uomo, non particolarmente esperto del tema della violenza di genere, ha incontrato queste donne, definite con i termini più disparati: operatrici, volontarie, attiviste, femministe, ma sempre altamente professionalizzate, che ogni giorno affiancano le donne che a loro si rivolgono per accompagnarle in un percorso di rinascita. Un libro nuovo nel panorama della violenza, che offre uno spunto di riflessione diverso, perché non pone lo sguardo sulle vittime della violenza, ma sulle donne che operano al loro fianco e le sostengono.
Come ha sottolineato la Dott. Sarah Sclauzero, Presidentessa del Centro Antiviolenza me.dea di Alessandria, “spesso restiamo un passo dietro a loro, sorreggendole con uno sguardo razionale e meno istintivo, con un livello di consapevolezza e di attenzione alle situazione critiche che, talvolta le donne avvolte nella spirale della violenza, non riescono a cogliere”.
Una domanda sorge spontanea: “Ma le donne che operano nei centri antiviolenza sono eroine senza macchia e senza paura, figure eteree?”.
No, sono semplicemente donne che fanno della responsabilità e della passione il loro punto di forza, professionalmente specializzate in un’ottica di violenza di genere, svolgono un’attività che non può e non deve essere lasciata al caso. Ecco, dunque, spiegati i corsi di formazione, le iniziative di aggiornamento, lo studio e la ricerca continui che accompagnano il lavoro delle operatrici, anche quelle di me.dea. A tal proposito, il centro ha da poco terminato un corso, riconosciuto dalla normativa regionale, organizzato dalla società di consulenza e formazione “Io volo” di Casale Monferrato.
Grazie all’azione dei centri antiviolenza cresce la consapevolezza che qualcosa debba mutare, scardinando gli stereotipi imperanti ancora oggi, che fanno parte del bagaglio culturale degli individui e che fanno sembrare “normale” la prevaricazione maschile sulle donne. Questo percorso delinea un lavoro profondo, verso la consapevolezza e per il raggiungimento di una reale parità tra i generi, nella speranza che in questa rivoluzione femminile sappiano trovare posto anche gli uomini, perché la risoluzione del problema della violenza passa inevitabilmente da loro.
Per L’Albero di Valentina la serata è stata molto importante, “per l’alta professionalità e chiarezza dei relatori, che hanno trasmesso la loro autenticità e passione, spiegando con chiarezza e senza riserve l’attuale situazione riguardante i centri antiviolenza. Spesso lottando con ostacoli burocratici e bilanci da far quadrare, ma senza abbandonare le donne che a loro si rivolgono”.
Il messaggio lanciato da L’Albero di Valentina e me.dea arriverà a Roma sabato 25 novembre durante la grande manifestazione nazionale organizzata da “Non una di meno”, associazione nata nel 2015 in Argentina e oggi presente in molti Paesi del mondo, con l’obiettivo di dare voce alle donne.
L’Albero di Valentina APS me.dea Onlus