L’ultimo bacio in una morsa

8 Marzo 2021/News

Sono contenta.

Faccio una passeggiata lungo l’argine del fiume vicino casa.
Ascolto musica groove per tenere il passo svelto, intanto sorrido a quelli della solita ora, che passeggiano come me.

La mia bambina ieri ha dato il primo bacio aveva le labbra ancora viola, gli occhi luccicanti, rapita da una realtà non terrena.

Attraverso il suo “racconto” accarezzo quel piacere di sognare l’amore.

Sono contenta.

I miei passi diventano più frenetici, il cuore prende il ritmo del bacio accarezzato dalla mia bambina.
Poi il mio sguardo si posa lungo il fiume, dove piccole anatre seguono la madre dirigersi verso l’isolotto colorato da giacinti rossi.

Sono contenta.

Improvvisamente ho voglia di danzare insieme a quelle anatre, sulle bollicine d’acqua, con l’anima galleggiante su un letto di inesplorate emozioni.

La mia bambina mi ha soffiato un suono per riaprire le porticine del cuore.
Il passo rallenta, seguo i colori del tramonto riflessi nel fiume, mentre un’ombra scura si espande nell’acqua.

Di soppiatto non sono più libera, le mie braccia sono incastrate tra altre, le onde del mio groove rimbalzano tra i sassi dell’argine, anche i miei capelli si dimenano, come i piedi che sono ormai nell’acqua che sale sempre di più verso le ginocchia.

E mentre la mia bocca si dilata per prendere aria ed emettere suoni, respiro quell’odore di lui ormai scolpito nella mia memoria, un odore che veste quella figura buia.

Sono in una trappola di arti umani e acqua, mentre i cerchi delle onde lasciano i colori del tramonto e diventano neri, come la mia paura.
E mentre sto annegando cerco di mordere qualsiasi pezzo del corpo di colui che tiene il mio collo con una morsa stretta, e blocca le mie cosce implodendo in un odio inumano.
Gorgheggio le ultime volte, penso al bacio della mia bambina e prego che quello sia un bacio diverso dal mio.

 

Annamaria Tedeschi

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