Gli scatti e il libro di Lucia Bianchi per L’Albero di Valentina e me.dea

26 settembre 2019/Comunicati stampa

unnamedDonne di schiena, vulnerabili e allo stesso tempo coraggiose, perché la forza delle donne si cela spesso in aspetti non visibili.
È questo l’emblema del progetto fotografico “Di Schiena” di Lucia Bianchi, cominciato nella primavera del 2016 e diventato nel 2018 un libro. La fotografa torna a esporre i suoi lavori e a rendere omaggio alle donne, su iniziativa dell’associazione femminile “L’Albero di Valentina” e dell’associazione di contrasto alla violenza sulle donne, me.dea.

La mostra sarà inaugurata Sabato 5 ottobre alle ore 17 nel salone principale del Castello di Casale Monferrato, al 2°piano.

Originaria di Pisa, ma residente ad Ovada, Lucia Bianchi fotografa dall’adolescenza.
Dal 2013 inizia un percorso di approfondimento e inizia ad esporre i suoi lavori e a dedicarsi a progetti personali.
Frequenta un corso annuale di fotografia per migliorare tecnica e pratica. Nel 2014 viene chiamata ad esporre per la prima volta i suoi lavori in una collettiva nello “Spazio Due Sotto L’Ombrello” tra fotografi e artisti di vari generi (dalla pittura alla scultura).
Lì conosce Francesco Rebuffo fotografo ed insegnante e si iscrive ai suoi corsi annuali. Conseguiti gli attestati, continua ad approfondire varie tecniche e vari temi, quali il ritratto, il paesaggio, lo still life, lo street e altri aspetti della fotografia.

Con DI SCHIENA c’è stato uno scoprirsi non solo fisico e fotografico, ma anche emotivo e psicologico – afferma Lucia Bianchi. Nella mostra ci sarà anche uno spazio vuoto, che ho fortemente voluto per omaggiare e ricordare Cinzia Gilbert, donna forte e carismatica, scomparsa purtroppo prima che potessi scattare la sua schiena e lei stessa. A lei e a tutte le donne è dedicato questo mio lavoro”.

Negli scatti di Lucia si possono cogliere le tante sfaccettature che l’universo femminile racchiude – dichiarano Gabriella Bionda de L’Albero di Valentina e Sarah Sclauzero di me.dea – e da ciascuna foto emerge la forza vitale della donna, capace di risollevarsi anche nei momenti più difficili. Il progetto si sposa, dunque, perfettamente con la mission delle nostre associazioni, che mettono al centro la donna”.

Sabato 5 ottobre, in occasione dell’inaugurazione delle ore 17, ci sarà un momento di dibattito e confronto alla presenza delle due associazioni e di alcune ospiti. Interverranno Paola Sultana, avvocata matrimonialista di Ovada attiva in varie associazione, fra cui Libera, Stefania Cartasegna, presidente dell’associazione per i diritti delle persone con omosessualità, Tessere Le Identità, e Martina Pastorino, la giovane ovadese che in estate ha percorso a piedi la Via Francigena, insieme all’inseparabile cagnolina Kira, per sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne e raccogliere fondi in favore di me.dea.

locandina sesso debole 2019La mostra sarà visitabile fino al 20 ottobre, con i seguenti orari:
– giovedì e venerdì dalle 15 alle 19
– sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19.

L’ingresso è libero.

In programma anche un’iniziativa collaterale:  giovedì 10 ottobre alle ore 20.30, verrà proposto lo spettacolo teatrale “Il fu sesso debole”; un monologo di Maria Paola Casorelli, scritto e diretto da Lorenzo Casorelli. Una donna condannata a sopportare la lenta e violenta trasformazione del marito, sogna di poter un giorno farlo a pezzi, analizza così ogni parte del corpo in un racconto tragi-comico.

 

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